LA COPERTA DEL GECO
Questa settimana Capitan Geco, nome d'arte del nostro istruttore Mimmo, ci propone un articolo veramente interessante dello scrittore Ludovico Benso dal titolo:

IL BAMBINO IPOCINETICO
Corretta alimentazione e adeguata attività motoria sono fattori fondamentali della salute, intesa non solo come assenza di malattia ma come stato di benessere psicofisico.
Ricerche svolte dal Centro di Auxologia dell’Università di Torino (Ospedale Infantile Regina Margherita) e dalla Clinica Pediatrica dell’Università di Novara hanno purtroppo dimostrato che negli ultimi 20 anni si è verificato un aumento di circa il 10% del numero di bambini/e e ragazzi/e in sovrappeso e un anticipo, da 11 a 6 anni, dell’età alla quale questo fenomeno si verifica.
Parallelamente gli studi del Centro di Medicina dello Sport di Torino hanno messo in evidenza anche una progressiva diminuzione dell’attività fisica sia come sport organizzato, sia come gioco collettivo all’aperto: nella maggior parte dei cortili, per esempio, è ormai vietato giocare al pallone, per proteggere le auto parcheggiate.
Per definire questa condizione è stato coniato il termine di “sindrome ipocinetica”, che significa appunto insufficiente attività fisica associata a eccesso di peso, con conseguente riduzione dell’efficienza cardiovascolare. I ragazzi di oggi sono quindi più grassi, meno muscolosi e meno coordinati di quelli di vent’anni fa.
Le conseguenze negative immediate riguardano soprattutto la percezione del proprio corpo e l’immagine di sé, oltre a un moderato aumento del rischio di alcuni tipi di incidente. Più gravi sono le conseguenze future, che consistono soprattutto in una maggiore predisposizione alle malattie metaboliche e quindi al diabete, all’infarto, ai colpi apoplettici, all’obesità e all’osteoporosi. Non sviluppare proprio durante l’infanzia adeguati meccanismi di coordinazione e di equilibrio porterà inoltre a una minor efficienza fisica, che si ripercuoterà sulla resistenza allo stress, sulla qualità della vita e quindi anche sui processi di invecchiamento.
Le cause di questa situazione sono numerose e strettamente collegate allo stile di vita che oggi è più diffuso.
Innanzi tutto un’alimentazione troppo abbondante e squilibrata nel senso di eccesso di zuccheri dolci, grassi di origine animale e di sale, proprio in un Paese nel quale la tradizione della dieta mediterranea (cereali, proteine vegetali, olio d’oliva, frutta e verdura) rappresenta un riferimento alimentare estremamente sano. Purtroppo abbiamo anche una tradizione di mammismo, con madri nutrici che si gratificano egoisticamente rimpinzando i figli fin dalla prima infanzia, che abusano delle famigerate merendine e che credono di proteggere i bambini dalle malattie vietando o limitando l’attività fisica all’aperto.
Un altro fattore negativo è rappresentato dall’eccessiva permanenza dei ragazzi davanti agli schermi, sia della televisione che del computer, invece di dedicarsi ad altri tipi, più dinamici, di gioco. In particolare la televisione dovrebbe venir limitata e controllata anche per i danni che può provocare a livello del carattere quando strumentalizza, solo per profitto, le emozioni negative, praticando un vero e proprio sciacallaggio emozionale.
Anche l’organizzazione scolastica contribuisce alla malattia ipocinetica. L’educazione fisica è la cenerentola delle materie ed è considerata una perdita di tempo. Troppo sovente vengono seguiti bene solo i ragazzi atleticamente più dotati, mentre sono gli altri quelli che avrebbero più bisogno di attività motoria programmata. A questo proposito occorre ricordare che lo scopo principale dello sport dovrebbe essere ludico, di gioco, e non solo agonistico e competitivo come invece viene rappresentato dai modelli culturali oggi predominanti, con la conseguenza dello sfruttamento atletico di pochi e della malattia ipocinetica di molti.
Anche nelle ore di studio passate a casa non ci si rende conto del fatto che il rendimento scolastico non è solo proporzionale al tempo trascorso sui libri, mentre gli intervalli dedicati all’attività motoria, al gioco diminuiscono lo stress, sgombrano la mente e ne migliorano la performance: non esiste alibi scolastico che giustifichi il trascurare il proprio corpo.
I rimedi contro la sindrome ipocinetica sono facilmente deducibili dalle considerazioni precedenti. Occorre sensibilizzare ed educare le famiglie, gli insegnanti e i medici nella direzione di un’alimentazione più corretta e di un miglioramento dell’attività fisica dei giovani, ricordando che per praticare uno sport non sono necessarie solo strutture costruite, complesse e costose, ma si possono utilizzare, almeno fuori dagli agglomerati urbani, le splendide risorse naturali di cui il nostro Paese è così ricco: mi chiedo per esempio, quanti tra i ragazzi che vivono vicino al mare o ai laghi praticano regolarmente il nuoto.
È comunque certo che esistono enormi margini di miglioramento rispetto alla situazione attuale e che è compito delle strutture pubbliche, ma anche di ogni singolo individuo, adoperarsi affinché divengano realtà.

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